Anna Turcato

Image Consultant & Style Strategist

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Ti trovi qui: Home / Anna Turcato / Io, Venezia e tu – vivere a Venezia

Io, Venezia e tu – vivere a Venezia

Anna · 21 Novembre 2017 · 12 commenti

Io non sono nata a Venezia, a Venezia mi ci sono trasferita da 13 anni come racconto anche qui.

Venezia è un luogo dalla bellezza commovente, la storia affascinante e un paesaggio che ti entra nel cuore e nelle vene.

Venezia è una città magica, quella in cui volgi lo sguardo e tutto è meraviglia e malinconia intorno a te.

A Venezia c’è un linguaggio unico che consente agli autoctoni di riconoscersi e di preservarsi dai turisti che affollano la città.

“Domani vado in terraferma”: per indicare tutto il mondo oltre il ponte della Libertà.

“Sono stanca oggi, Paola” “Io acqua, Sara” (per dire anche io).

“Ciò capo, quanto costa lo spritz?” “Per te 2 euro e 50”.

A Venezia è il posto dove c’è un ponte che tutti chiamano “il ponte dei giocattoli” non perché sia il suo nome ma perché una volta lì, su quel ponte, c’era uno storico negozio di giocattoli.

Mi sono sentita per molto tempo un po’ straniera a Venezia ma questa condizione mi ha dato la possibilità di osservare con attenzione il mondo intorno a me.

A Venezia è tutto più lento, come se l’intera città seguisse il movimento molleggiato delle onde che la sostengono. Non a caso il reggae è una delle musiche che i veneziani amano di più.

Venezia è un luogo sia apertissimo che chiusissimo. Da una parte gode del via vai nelle calli portatore di benessere e vita, dall’altra diffida di chi arriva, poco sta, rispetta ancora meno e porta via con sé un pezzo della città.

Venezia dà indicazioni sommarie e precisissime allo stesso tempo, e se chiedi ad un veneziano dove andare la tua direzione sarà sempre “di là”.

Come mai mi sono trasferita a Venezia?

Non avrei mai pensato di finire a vivere a Venezia, io che, al momento di scegliere l’Università, avevo scartato lingue orientali, che pure mi piaceva molto, perché non sopportavo l’idea di recarmi ogni giorno in laguna.

Il primo motivo per cui sono venuta a Venezia è che quello che sarebbe diventato il mio futuro marito viveva già qui.

Per il primo anno del nostro fidanzamento, quando ancora io lavoravo come buyer in azienda, quasi ogni venerdì sera prendevo il treno delle 21:04, pronta per iniziare il mio week-end veneziano.

Lui sarebbe anche stato disposto a trasferirsi ma nel momento in cui, come ti racconto qui, ho fatto un grave incidente e ho deciso che avrei lasciato il “posto fisso” per mettermi alla prova in una nuova avventura professionale che mi corrispondesse al 100%, pensare di cambiare ambiente è stato naturale.

Avevo bisogno di un posto con la bellezza a portata di sguardo, desideravo un nuovo panorama, nuove abitudini e la possibilità di andare piano e lenta per tutto il tempo necessario a ricostruirmi.

E così dal convivere nei week-end siamo passati a convivere stabilmente con il mare fuori dalla porta, con l’idea che fosse una soluzione temporanea.

È scomodo vivere a Venezia?

Questa è una delle domande che mi viene rivolta più spesso.

“Venezia è bella, ma non ci vivrei” dicono in molti.

A Venezia c’è un tipo ben preciso di scomodità:

1) a Venezia ti muovi a piedi

o in battello. Così è nato il tag #laragazzadelbattello, in cui racconto le mie avventure sul mezzo di trasporto obbligato dei veneziani ( e i gondolieri mi fanno photobombing);

2) a Venezia vivi nelle strade insieme ai turisti, da dribblare con passo deciso per raggiungere velocemente la tua meta;

3) da Venezia prendi i mezzi anche per andare fuori città, però poi la vista dal battello o dal ferry-boat è questa:

Io sono nata in “terraferma” e a volte scalpito e reclamo a gran voce la comodità della macchina.

In questi anni mi sono molto lamentata e mi sono sentita fiera di essere riuscita a girare tutta l’Italia per lavoro e con i miei corsi (leggi qui quando e dove saranno prossimi o iscriviti alla lista d’attesa), senza farmi vincolare dalla mia nuova condizione di isolana.

Non sono però più così sicura che sia più comodo stare chiusa in macchina nel traffico senza poter leggere, scrivere o semplicemente permettersi di perdere l’attenzione e guardarsi intorno.

E poi siccome il mio lavoro di consulente d’immagine si svolge per molta parte a distanza con clienti che incontro via Skype, che mi condividono le foto del loro guardaroba in cartelle comuni o semplicemente via What’sApp, che assisto allo shopping attraverso moodboard visuali e per cui preparo il documento con il racconto e la strategia di stile che invio via mail, ammettiamolo: potrei vivere davvero ovunque e quindi tanto vale alzare gli occhi dal computer la sera e vedere questo:

Cosa mi ha insegnato Venezia?

Muovere le gambe muove anche i pensieri, camminando camminando il cervello si svuota e la testa, a sorpresa, diventa creativa.

Non c’è nulla che un bicchiere di spritz in compagnia non possa guarire.

La bellezza non finisce mai e sta nei dettagli.

È necessario imparare a non guardare solo davanti al proprio naso e magari alzare gli occhi verso il cielo

per mettersi nella condizione di scovare i piccoli messaggi.

Perdersi è bello: a Venezia non fai mai la stessa strada due volte ed ad un certo punto ti trovi lì sola, dove non passa nessun turista e sei tu e un antico splendore.

Contaminarsi è bello: mi affascina sempre passeggiare tra le calli, stare seduta in vaporetto, e sentire le lingue mescolarsi e un’esclamazione francese abbinarsi ad una risata cinese.

A Venezia scopri che, a volte, è la strada più scomoda e stretta quella che ti condurrà verso la tua felicità.

Vivere a Venezia ti spiega che persino al bello è possibile abituarsi, e per questo è necessario continuare a mantenere gli occhi aperti e lo spirito pronto per meravigliarci di quello che abbiamo intorno a noi, dai tramonti più suggestivi

ai piccioni che si gonfiano per il freddo.

Più di tutto però Venezia mi ha insegnato ad avere pazienza e a godere di ogni attimo della mia libertà.

Cosa mi ha stupita di Venezia

A Venezia ho riscoperto la magia della storia e delle tradizioni che si sentono fortissime in città:

– il dolce del giorno di San Martino, l’11 Novembre, e i bambini che entrano nei negozi a chiedere i soldini per il santo che ha regalato il mantello e i vestiti ai più poveri;

– il bocciolo di rosa da regalare all’amata il giorno di San Marco, il 25 Aprile;

– la festa delle Marie nei giorni del Carnevale che si ispira ad un evento antico e che contribuì alla nascita della parola marionetta quando le belle Marie, riccamente addobbate dai monili, furono sostituite da figure in legno scolpite;

– i fuochi d’artificio della festa del Redentore la terza domenica di Luglio e il ponte di barche per raggiungere la chiesa;

– i miracoli della Madonna nera della Salute che salvò Venezia dalla peste nel 1631 e che si celebrano ogni 21 Novembre.

Così, se sai dove guardare, puoi scovare, nascosti tra i sentieri e i sestieri, la colonna che è impossibile da girare in tondo in Piazza San Marco,

il “Mascaron” che serviva a spaventare il diavolo così che non andasse dentro al campanile e suonasse le campane, spaventando la gente,

l’effigie dei due principi d’Oriente che volevano fare un attentato al doge ma che si pietrificarono prima di poter mettere piede a Palazzo Ducale,

il bassorilievo della vecchietta che salvò la Serenissima nel 1311 facendo involontariamente cadere un mortaio dalla finestra sulla testa del capo dell’insurrezione,

la bocca delle denunce pubbliche,

la storia degli artigiani bresciani ricoperti da una montagna d’oro, dopo aver realizzato il meccanismo dell’Astrolabio della torre dell’orologio, e a cui furono cavati gli occhi perché non potessero replicare la bellezza del progetto.

Cosa mi piace davvero di Venezia

Venezia è una città in cui negozi stupendi fanno capolino tra le calli più nascoste e meno battute e dove capita di trovare una gondola dentro ad una libreria.

Venezia è il posto in cui volti l’angolo, giri in una calletta e trovi questo:

A Venezia ho capito davvero cosa sia l’artigianato di qualità.

In questa città cosmopolita che si contamina per arricchire le sue sfumature e la sua originalità sono stata affascinata dai copricapo di Giuliana Longo, una delle più longeve modiste della città, il suo negozio è un luogo magico dove “giocare alle signore”, come dice la proprietaria, e provare i fascinator che lei stessa crea o i cappelli Panama che ogni anno va personalmente a selezionare e ad acquistare in Ecuador dal 1980.

Mi ha conquistata la sapienza del fare di persone come Giorgia, la cui storia ti ho raccontato qui, che ad ogni scarpa dona un nome e un racconto che si abbina a quello di chi, con le sue calzature, camminerà a passi veloci verso la sua meta.

Mi ha avvolta il calore di posti nascosti che si svelano accoglienti e delicati come “La casa di Loto” e dove abiti e morbidi maglioni di lana sono ordinati per tonalità a creare una magia cromatica.

Mi ha ispirata la creatività di persone come Alessandra, Miriam che, come ti racconto qui, hanno portato la bellezza Altrove,

e di Stefania, che ti ho presentato in questo post, capace di fare magie come con la carta proveniente da luoghi lontani.

Donne sensibili e intelligenti che hanno deciso di trasferirsi a Venezia e si sono messe in gioco creando un mestiere su misura per loro. E attraverso materiali diversi danno vita, ogni giorno, al loro cambiamento e si adattano perfettamente ad una città multiforme e con l’orizzonte sempre aperto.

Mi ha conquistata la storia di materiali unici come le perle veneziane, che per secoli hanno fatto il giro del mondo. Perle preziose ma anche piccole conterie, nate come materiale di scarto, che dalle mani delle impiraresse, sedute fuori dalle porte delle loro case ad infilare e infilare (impirare), diventano preziose e giungevano in tutta Europa, e poi arrivavano fino all’Oriente, all’Africa, all’India e anche in America.

Lo sapevi con che moneta gli olandesi hanno acquistato l’isola di Manhattan dagli indiani d’America? Proprio con un sacchetto di preziose conterie veneziane.

Le conterie veneziane assomigliano davvero a Venezia: sono antiche, necessitano un lavoro preciso e attento ma sono pronte a rinnovarsi e ad abbracciare la modernità, permettendo a mani esperte di realizzare meraviglie come quelle che crea Marisa, di cui ti ho parlato in questo articolo.

Mi sono innamorata delle artigiane veneziane, donne dalla tempra decisa e il cuore grande, e mi piace moltissimo collaborare con loro per far creare capi o accessori su misura per i miei clienti, selezionando il materiale, la forma e il colore che più si intonano alle persone che si sono rivolte a me per raccontarsi e spiegare la propria unicità con stile e immagine.

Io non so se rimarrò a vivere per sempre a Venezia ma, finché ci sono, mi piace l’idea di far conoscere anche a te quella che ormai considero la mia città e di accompagnarti nella scoperta di tutto quello che mi appassiona e mi ha fatto restare finora.

Per questo motivo ho pensato a questa giornata: trovi in questa pagina le date già fissate.

Possiamo anche organizzare un evento a parte se siete un gruppo di persone e volete venire a conoscere la mia Venezia della moda.

Io e Venezia ti aspettiamo! Sarà bellissimo consigliarti sui capi e gli accessori più adatti per raccontare la tua bellezza e la tua personalità!

(tutte le foto di Venezia sono state scattate da Massimiliano Zane)

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Commenti

  1. Laura dice

    22 Novembre 2017 alle 09:40

    Questo post è stupendo Anna!

    Rispondi
    • Anna dice

      23 Novembre 2017 alle 13:00

      Ti aspetto a Venezia?

      Rispondi
  2. 40 Spesi Bene (@40_Spesi_Bene) dice

    22 Novembre 2017 alle 09:51

    E’ sempre un piacere leggerti! Ah (sospiro per Venezia).
    Veronica.

    Rispondi
    • Anna dice

      23 Novembre 2017 alle 13:01

      Ti aspetto a Venezia?

      Rispondi
  3. Mariagiuliana dice

    22 Novembre 2017 alle 11:00

    Cara Anna
    In questi giorni sono stata molto combattuta rispetto alla scelta, fatta 15 mesi fa, nel lasciare Torino e trasferirmi in Val Susa in un piccolo paese che si chiama Condove. Ho a lungo cavillato di tornare indietro…l’appartamento dove abitavo in San Salvario si libera a marzo prossimo…e ci potrei tornare senza problemi. Anche ritrovare la comodità logistica…che qui è diversa e a volte impegnativa…dando ragione a chi mi dice che ho fatto un grosso sbaglio…sono quasi li li…per retrocedere. Ma qualcosa non torna e la tensione degli opposti non è facile da gestire. Poi comprendo che non si tratta del fatto che una scelta è meglio dell’altra…ma di come mi voglio sentire io. Questa mattina mi sveglio e mi vieni in mente…Poi vedo la tua email. Leggo e piango di commozione…hai scritto con il linguaggio dell’anima. E come dice Alex Munthe:” l’anima ha bisogno di più spazio del corpo”. Sono, le tue, parole nobili e toccanti, fresche, pittoriche, immaginifiche e lucide. Un contributo speciale per questa città unica. Parole che arrivano come raggi dorati e mi fanno provare tanta nostalgia per Venezia ( che ho potuto conoscere, pur in breve, in quel modo in cui la descrivi ) e che, come un balsamo, sciolgono i dubbi che mi attanagliavano. Accolgo appieno l’invito dell’anima a riguardo della vita che mi interessa fare. Di dove voglio abitare, per ora, e come voglio lavorare. Grazie Anna!!! Sei unica come Venezia!!!
    Un caro saluto e abbraccio
    Mariagiuliana

    Rispondi
    • Anna dice

      23 Novembre 2017 alle 13:02

      Segui il tuo cuore e le tue emozioni: solo così non ti pentirai mai!

      Rispondi
  4. Antonella Pasetto dice

    27 Novembre 2017 alle 17:28

    Il giro per negozi a Venezia con te mi tenta tantissimo, peccato che quel fine settimana sia finito in una trattativa familiare sul dove passare le festività natalizie. Ma ce l’ho nella wish list…
    Perché nel fine settimana a Venezia con mio marito non sono mai entrata in un negozio. Però credo di essere stata nello stesso bacaro di una delle tue foto, è Allo squero?
    Il fine settimana veneziano mi costringe a farti due domande: le veneziane riescono mai a portare i tacchi alti? E quando uno vivi in una città così, poi quando sei in giro delle altre città non ti viene da dire “tutto qui”?

    Rispondi
    • Anna dice

      28 Novembre 2017 alle 15:02

      La seconda domanda è proprio vero! E per i tacchi: borsetta con la scarpa di ricambio per gli eventi 🙂

      Rispondi
  5. Irma dice

    1 Dicembre 2017 alle 16:05

    Bellissimo post! Unico dubbio… Quell’orologio a me sembra quello padovano di piazza dei Signori e anche qui ho sentito la stessa storia. Ti riferisci a quello o ce n’è uno veneziano? 🙂

    Rispondi
    • Anna dice

      8 Dicembre 2017 alle 14:57

      Certo che la foto è dell’orologio di Venezia, la ha fatta mio marito proprio insieme a me e pensando a questo post 🙂 La storia anche è confermata da un libro di leggende. Semmai Padova, che era dominio della Serenissima, si sarà ispirata a Venezia 😉

      Rispondi
  6. Cristina Gambini dice

    13 Dicembre 2017 alle 11:25

    Cara Anna, ti ho conosciuto a Verona la scorsa settimana. Ho letto con attenzione e affetto questo post. Ho avuto modo di conoscere per qualche giorno la Venezia che meno ti aspetti (compresa la Casa di Loto) evitando le mete mordi e fuggi dei turisti delle 24 ore. Fare la spesa a Campo Santa Margherita o acquistare la verdura a San Pantalon e camminare senza meta nelle stradine più nascoste. Penso che vivere a Venezia sia un sogno, nonostante le difficoltà che immagino ci siano. Un abbraccio da una veneta che vive nella capitale! Cristina

    Rispondi
  7. Tom Leoni dice

    9 Novembre 2018 alle 04:27

    Grazie, Anna–fantastico riassunto delle tue esperienze, ricchissimo di sensibilita’ e di ispirazione. Io sono un “esule” che abita negli USA da 30 anni, e dopo aver vissuto una vita e una carriera a 100 km/h, sono pronto per rallentare e godermi la bellezza dell’esistenza. Sono stato a Venezia almeno 20 volte–e ci ho anche abitato quando ero piccino, nella vecchia Cannaregio. Mi attrae molto l’idea di andare in pensione a Venezia e di comprarmi un appartamento decente con i soldi che ricavero’ dalla vendita della mia casa nei sobborghi di Washington. Ho anche un appartamento in Val Di Fiemme, quindi una “valvola di sicurezza” se proprio mi venisse la febbre della terra ferma ce l’avrei! 🙂

    Che ne pensi della Giudecca? Mi sembra molto piu’ tranquilla del resto di Venezia, senza pero’ sacrificarne la bellezza. O magari l’Arsenale, o addirittura una delle isole come Murano o Burano…

    Comunque, complimentoni ancora per l’articolo. Devi essere davvero una persona unica–questo traspare da come scrivi. Brava e grazie ancora.

    Un saluto dalla Virginia

    Tom

    Rispondi

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Mi chiamo Anna Turcato, e da sempre uso la moda per esprimere me stessa.
Sono una image consultant e style strategist. Ho base a Venezia ma mi sposto, spesso e molto volentieri, in tutta Italia e lavoro tantissimo con e grazie alla rete. Leggi tutto…

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La consulenza con Anna é stata un esperienza fantastica. la sua professionalità e la sua estrema sensibilità mi hanno premesso di ritrovare e valorizzare i miei lati migliori; con tatto e dolcezza Anna mi ha guidato alla scoperta dei colori e dello stile più adatto alla mia persona. Il documento che ha elaborato per me é un percorso zeppo di look, ma anche di consigli e osservazioni molto pertinenti riguardo la cura dell’immagine e oltre.  È stato uno dei più bei regali che mi sia fatta, una vera e autentica scoperta!
Federica SeddaMedico chirurgo specialista in Ginecologia ed OstetriciaFrancia
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Il corso di Anna è una di quelle esperienze da fare nella vita. Anna è piena di entusiasmo e grande competenza, ama il suo lavoro e le sue corsiste e questo si vive sulla pelle! Quello che ti rimane dopo il corso è la gioia di aver compreso la tua forza, la tua bellezza e il grande potere dei colori e dei loro abbinamenti. L’unione immediata che si crea tra tutte le partecipanti è una magia, che avviene con naturalezza e dura nel tempo.
Veronica ScalettaAvvocatoTorino
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Già il giorno dopo il corso ero piena di energia e carica. Le cose che Anna ci ha insegnato al corso mi hanno emozionata. Lei è stata capace di trasmettere tutto il valore che c’è dietro una scelta stilistica. e soprattutto tanta positività. Anna è stata capace di far sorridere tutte le persone della stanza e secondo me questo va oltre anche alle competenze: il mondo ha tanto bisogno di felicità sotto tutti i punti di vista possibili! Ho eliminato dall’armadio gli accessori con i colori che non mi donavano e diviso gli abiti e le maglie in 2 gruppi quelli già “giusti” e quelli che hanno magari lo scollo sbagliato e devono essere valorizzati con le cose che Anna ci ha spiegato al corso, facendo questo ho trovato un paio di orecchini lunghi e gialli e non me li sono più tolti! I colori poi sono il mio pane, sono grafica e da 10 anni e più mi occupo di packaging che ha (o meglio aveva perché ultimamente regole non ce ne sono più) dei codici cromatici suoi, e realizzare come un colo… Read more
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Che bello aver lavorato con Anna, la style strategist più famosa del web! Avevo bisogno di ridefinire il mio stile, mi sembrava di avere un armadio pieno di capi che non mi rappresentavano più, ero stufa di essere sempre vestita di nero o di blu, volevo del colore, un nuovo stile che parlasse di questa nuova me che andava sempre più definendosi: mi sono regalata una consulenza con Anna. Un lavoro profondo su di me, un modo nuovo e più indulgente di guardarmi allo specchio, spostando l’attenzione dai difetti ai pregi per acquisire una nuova sicurezza, che mi fa entrare nei negozi di abbigliamento con tanta sicurezza in più. Se senti il bisogno di rinnovare il tuo aspetto, e soprattutto il modo con cui ti presenti al mondo, Anna è la persona che fa per te. Avevo paura che mi stravolgesse facendomi vestire come “un’altra persona” e invece mi ha scoperta e ora mi sento bene. E quando ho letto il documento finale mi ha descritta così bene che ho capito quanto mi conoscesse dentro senza … Read more
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Ho iniziato a seguire Anna su Instagram colpita dalla sua classe ed eleganza originale, per come descriveva i suoi outfit, per la magia che li avvolgeva. Poi mi sono abbonata a Pollyanna ed è stato subito amore! Un servizio efficace ed innovativo, la possibilità di avere ogni settimana degli abbinamenti nuovi e studiati a seconda delle stagioni! E poi ci sono i negozi dove acquistare, taglie e prezzi! E accessori di artigianato unici! E i suoi consigli su come indossarli per tutte le forme! Entusiasta di Pollyanna appena ho saputo di Fiorisco non ho resistito e l’ho subito acquistato! E infatti non sbagliavo! È stato un lungo viaggio all’interno dei colori degli stili e del magico potere degli abbinamenti! Ma soprattutto è stato un viaggio dentro di me! E ho acquistato quella consapevolezza che cercavo nel mio guardaroba! La voglia di comunicare chi sono attraverso i miei vestiti! Fiorisco mi ha regalato questo! In più ho ricevuto un ulteriore regalo da Anna: una call per aver… Read more
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Polly Anna è un servizio super. Sono davvero contenta di essermi abbonata, i consigli sono sempre azzeccati e originali: un ottimo punto di partenza per iniziare a ragionare in modo diverso sul proprio armadio e fare acquisti “azzardati” che diventano ragionati grazie ai suggerimenti sugli abbinamenti
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Prendi un periodo della tua vita in cui l’arrivo agli “anta” impone alcuni cambiamenti fisici e non solo, in cui ti stai mettendo in discussione dentro e fuori e poi arrivi al corso di stile di Anna. E lì tutto trova un senso. Anna è una professionista competente e molto comunicativa. Con garbo si avvicina a temi che toccano non solo la sfera “estetica”, anzi, riportano il dentro e il fuori a dialogare e a fare pace. Una giornata piena, in cui Anna non si è mai risparmiata nel passarci la sua conoscenza e passione. E’ un’esperienza assolutamente da fare e una persona splendida da conoscere.
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Credo di aver sempre avuto anche nell’abbigliamento uno stile riconoscibile, che considero adatto alla mia fisicità e di usare dei colori che mi fanno sentire a mio agio e rappresentano il mio carattere. Ma mi sono spesso chiesta se davvero le mie scelte sono quelle più adatte al mio colore di pelle, alle mie forme, al mio temperamento. Da tempo cercavo chi mi potesse aiutare a ottimizzare il tutto affinché l’insieme possa rappresentarmi al meglio. Grazie a Instagram ho conosciuto una grande professionista, molto preparata, attenta ed estremamente scrupolosa: si tratta di Anna Turcato. Abbiamo iniziato con l’analisi accurata dei colori adatti a me e continuato con la visita a diversi negozi e ho fatto tantissime prove. Ho scoperto un mondo nuovo, affascinante, ricco di bellissime ed interessanti sfumature. Accompagnata dai suoi consigli ho deciso di fare acquisti di cui sono entusiasta e di un capo che prima di oggi non avrei mai considerato adatto a me. Abbiamo spaziato con gli a… Read more
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Ho contattato Anna per una consulenza personalizzata perché sentivo il bisogno di determinare un mio personale stile e di imparare a fare shopping in maniera corretta evitando dispendio di tempo, soldi e energie. Dopo un pomeriggio di acquisti, mai forzati ma solo da lei consigliati, sono tornata a casa con dei look completi che ora ho introdotto nel mio guardaroba e mi fanno da “base” per tutti i miei acquisti futuri. Ho imparato quali sono i miei colori valorizzanti e ho ricevuto consigli preziosi su trucco e acconciatura dei capelli e sull’uso degli accessori. Oltre ad avere un lavoro piuttosto rigoroso, ho anche un blog di cucina: con i suoi consigli sto ora cercando di lavorare anche su un personal branding che mi renda riconoscibile ma anche credibile in entrambi gli ambiti. Il documento riepilogativo coi look e con tutti i consigli di Anna è diventato il mio libro magico che consulto al bisogno e che mi ricorda che comprare bene è il primo passo per sentirsi bene e p… Read more
Lidia MatiazzoBancaria e blogger per http://www.thespicynote.itVicenza
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L’anno scorso, poco prima dell’autunno, ho visto il sito di Anna. Mi è piaciuto e mi sono iscritta alla sua NL senza pensarci un attimo. A Natale mi è arrivata una mail con un regalo: un outfit tutto per me che mi rispecchiasse nel lavoro. Ho un b&b a Palermo. Pensavo, in modo superficiale, di non aver bisogno di consigli per un lavoro così intimo e casalingo come il mio. Invece quel suo scrivermi di stare attenta a non indossare le pantofole a casa mi ha fatto riflettere sulla mia immagine. Oltre le pantofole, quante volte sono stata colta da follia cromatica, trasformando il momento della colazione in un post rave-party? E tutto perché mi infilavo i vestiti senza senso… Ho chiesto una consulenza e alla fine ho ricevuto molto di più. Un insegnamento di vita: la cura e l’attenzione per il dettaglio comunicano su di te più di quanto voglia credere, la coerenza degli abbinamenti e dei colori sono in grado di infonderti sicurezza e orecchini borse scarpe trucco possono dare una mano pe… Read more
Raffaella SabaProprietaria B&BPalermo
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